“IL POTERE DELL’ARTE NELL’ORRORE” di Martina Muggittu (5^B)

Tante persone persero la vita, ma alcune vite innocenti vennero salvate, da eroi silenziosi…

L’arte può avere un potere grandioso. Anche nel più grande degli orrori, infatti, può diventare un’arma. Un’arma per combattere la violenza, le ingiustizie , i soprusi. Tante persone cercarono di combattere il terribile nemico nazista con le armi, ma alcuni portarono avanti altre battaglie, imprese silenziose, compiute per salvare vite innocenti. Furono tanti i bambini rimasti orfani, e quando le vite dei loro genitori furono interrotte, in un secondo, rimasero soli in quel mondo tanto freddo e crudele, senza avere la possibilità di vivere la loro vita appena iniziata. Qualcuno fece tornare loro la speranza, cercò di aiutarli a sopravvivere, strappandoli al nemico che non voleva la loro vita. Marcel Marceau li aiutò. Condivideva con quei bambini il loro destino segnato, l’essere ebreo, il dover continuamente scappare. E per aiutarli, usò un’arma, potente ma silenziosa: la sua arte. Marcel Marceau, coraggioso membro della Resistenza francese, era un mimo, comunicava con i gesti, senza le parole, e proprio con i gesti fece tornare il sorriso a quei bambini, fece loro dimenticare l’orrore dandogli la possibilità di scappare dalla realtà buia e di immaginarne una diversa, fatta di storie raccontate in silenzio. Doveva sembrare che stessero semplicemente andando in vacanza vicino al confine svizzero…Lui sapeva, con il suo gruppo, che era un’impresa tutt’altro che facile, le insidie erano tante, i pericoli potevano trovarsi ovunque lungo la strada, ma voleva offrire ai bimbi la speranza di evadere da quel mondo in cui la morte era la loro unica prospettiva. Riuscì a salvarli, rimanendo nel loro cuore per sempre.    

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