“RICORDANDO LILIANA SEGRE…” di Marco Sanna (4^C)

Si continua a marciare.

Un piede segue l’altro, entrambi stanchi.

Le spalle reggono il piccone, ormai sono sfinite.

Il vento leggero muove l’abito: strisce grigie e strisce bianche si legano, stanno unite….reggono una stella giallastra, una serie di numeri attirano lo sguardo.

Il cielo grigio non ha pace: è sommerso da cupe nuvole che lottano contro i flebili raggi del sole,non abbastanza luminosi per stracciare la rete che avvolge il limpido cielo e che lo nasconde da occhi senza luce e affamati.

Si continua a marciare.

I piedi, avvolti nel cartone fradicio, si frantumano tra le pietre affilate.

Sulle spalle scendono leggere alcune goccioline….subito la pelle prova freddo.

Le fibre della camicia a strisce accolgono il polline delle nuove piante: gli occhi le guardano tristi….

La stella giallastra si bagna di lacrime dal cielo, dei pianti delle cupe nuvole che vengono ora lacerate da veloci lembi di luce, con un suono lento ma tremante.

Si continua a camminare.

Occhi attenti osservano dalle rocce, suoni incompresi giungono con urla.

Si viene spinti con i piedi: l’oscurità delle miniere ci attende, il piccone cerca la sua roccia….si entra ormai nel cuore della terra.

Si continua a marciare….forse li dentro troveremo un cuore.

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