“PAROLE CONTRO…” LUNEDI 21 MARZO MARATONA POETICA DEI LICEI ASPRONI E SATTA ALL’ISRE

“Parole contro…” è il titolo della maratona poetica organizzata dal Liceo “G. Asproni” di Nuoro, in collaborazione con il Liceo “S. Satta”, per riflettere sul conflitto in Ucraina e su tutte le guerre, per pensare e per non lasciare che tutto scorra così, a distanza, come se nulla fosse.
All’appuntamento, in programma lunedi 21 marzo alle ore 18, interverranno, oltre al Dirigente scolastico del Liceo “G. Asproni”, Antonio Fadda”, il Sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, e la Dirigente scolastica del Liceo “S. Satta”, Carla Rita Marchetti.
Il giorno prescelto ha un significato ben preciso, oltre a essere il primo giorno di Primavera, con l’auspicio che possa essere l’inizio di una rinascita e di un risveglio dalla letargìa incolta degli uomini e dei potentati, il 21 marzo ricorre anche la Giornata mondiale della poesia, evento annuale istituito dall’Unesco nel 1999 «con lo scopo di sostenere la diversità linguistica attraverso l’espressione poetica e di aumentare le possibilità per le lingue in pericolo di essere prese in considerazione».
Il palco dell’Auditorium dell’Isre sarà a disposizione di poeti, performer e musicisti per un’ideale passaggio di testimone attraverso la parola e non soltanto. Ci sarà spazio per la musica, il canto, le performance e le libere manifestazioni creative di disappunto, dolore, rabbia, proposizioni e accoglienza, umanità di persone che vogliono stringersi in un abbraccio comunitario ideale con le popolazioni che soffrono la violenza della guerra.
Gli allievi del liceo non sono nuovi a riflessioni di così alto profilo e stavolta hanno scelto di assumere il ruolo e l’atteggiamento dei poeti nel criticare le politiche sbagliate, nel riconoscere l’insegnamento della storia e nell’individuare strumenti per lo sviluppo dell’uomo, nel denunciare il sopruso e la guerra di popoli, come spiega il Dirigente scolastico dell’Asproni, Antonio Fadda: «Vorremmo portare un contributo di riflessione, di discussione e di ascolto in giorni segnati dal frastuono, dalle urla, dalla guerra. Dobbiamo fermarci e ascoltare, ascoltare tutti per capire. E soprattutto è fondamentale dare ascolto al bisogno degli adolescenti di pronunciarsi su temi che provocano angosce, come quello della guerra, in un periodo pandemico in cui sono già stati provati dal senso di smarrimento e solitudine. La loro voce vuole risuonare su questo territorio, alla ricerca anche di una identità storica, civile e politica, che a loro sembra essere svanita e che vogliono recuperare attraverso il contatto diretto con gli altri e il linguaggio della creatività e dell’arte. Devono ritrovarsi, interrogarsi e trovare risposte per il loro futuro. Perché di questo hanno bisogno».

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