Redazione Web

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“IL POTERE DELL’ARTE NELL’ORRORE” di Martina Muggittu (5^B)

Tante persone persero la vita, ma alcune vite innocenti vennero salvate, da eroi silenziosi…

L’arte può avere un potere grandioso. Anche nel più grande degli orrori, infatti, può diventare un’arma. Un’arma per combattere la violenza, le ingiustizie , i soprusi. Tante persone cercarono di combattere il terribile nemico nazista con le armi, ma alcuni portarono avanti altre battaglie, imprese silenziose, compiute per salvare vite innocenti. Furono tanti i bambini rimasti orfani, e quando le vite dei loro genitori furono interrotte, in un secondo, rimasero soli in quel mondo tanto freddo e crudele, senza avere la possibilità di vivere la loro vita appena iniziata. Qualcuno fece tornare loro la speranza, cercò di aiutarli a sopravvivere, strappandoli al nemico che non voleva la loro vita. Marcel Marceau li aiutò. Condivideva con quei bambini il loro destino segnato, l’essere ebreo, il dover continuamente scappare. E per aiutarli, usò un’arma, potente ma silenziosa: la sua arte. Marcel Marceau, coraggioso membro della Resistenza francese, era un mimo, comunicava con i gesti, senza le parole, e proprio con i gesti fece tornare il sorriso a quei bambini, fece loro dimenticare l’orrore dandogli la possibilità di scappare dalla realtà buia e di immaginarne una diversa, fatta di storie raccontate in silenzio. Doveva sembrare che stessero semplicemente andando in vacanza vicino al confine svizzero…Lui sapeva, con il suo gruppo, che era un’impresa tutt’altro che facile, le insidie erano tante, i pericoli potevano trovarsi ovunque lungo la strada, ma voleva offrire ai bimbi la speranza di evadere da quel mondo in cui la morte era la loro unica prospettiva. Riuscì a salvarli, rimanendo nel loro cuore per sempre.    

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27 GENNAIO, CELEBRAZIONE UNITARIA DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA

In occasione della Giornata della Memoria, in programma il 27 gennaio, proponiamo il monologo di Paolo Floris, attore della scuola di Ascanio Celestini, che racconta la storia di Vittorio Palmas, pastore di Perdasdefogu, deceduto due anni fa, all’età di 105 anni.

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LA SHOAH

Un interessante documento, a beneficio degli studenti, è disponibile nel sito Hub Scuola di Mondadori Education. Clicca sul LINK per accedere alla risorsa.

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IL LICEO ASPRONI RICORDA LA SHOAH

Anche quest’anno, in concomitanza con le celebrazioni della Giornata della Memoria, che si terranno il 27 gennaio, il Liceo Asproni ricorderà la tragedia della Shoah. Quest’anno lo farà dalle pagine di questo sito, nello spazio curato dagli studenti dell’Istituto, sotto la supervisione della Prof.ssa Venturella Frogheri e con il supporto dei Docenti del Dipartimento di Storia e Filosofia. Nel blog di Agorà, la versione web del giornalino scolastico della scuola, troveranno spazio riflessioni, immagini, prodotti multimediali e approfondimenti, realizzati dagli alunni del Liceo, nel corso delle attività preparatorie della Giornata.

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AXOS, ANIMA MUNDI di Matteo Podda

L’Anima mundi (anima del mondo) è un concetto della filosofia platonica che rappresenta il principio unificatore da cui tutti gli organismi prendono forma, questi, seppur identificandosi nelle rispettive individualità, risultano legati da una comune anima universale. È questo il concept scelto da Axos, all’anagrafe Andrea Molteni, per dare il titolo all’album che chiude la trilogia aperta nel dicembre del 2017 con l’uscita di “Anima Mea” e sviluppatasi poi a novembre 2018 con “Corpus: l’amore sopra”. Come si può dedurre dai titoli, i progetti fanno capo a un disegno unico, che parte dalla riscoperta della propria anima individuale, si concretizza nel mondo empirico fino a confluire, con un tratto armonioso, all’interno dello spirito della collettività.

Nel viaggio si intrecciano in modo indissolubile due fil rouge: l’individuo Axos e l’Amore.

Il primo ha la funzione di narrare la vita e la sfera emotiva dell’artista, ma si eleva a speculum nel momento in cui trova uno spettatore che riesca a identificarvisi, facendola propria e reinterpretandola: ecco ritornare anche qua l’anima del mondo. L’elemento individuale emerge in modo preponderante nei primi due album per risultare poi leggermente in disparte all’interno di “Anima Mundi”, dove è descritto principalmente in due (bellissime) tracce:

  • Io: è la prima canzone dell’album e si configura come un monologo in cui l’autore parla con il proprio Ego, la sua parte più riposta e profonda, che egli maschera da un mondo che non la capirebbe e che talvolta non capisce nemmeno lui stesso. É così che Axos si ritrova coinvolto in una battaglia con sé stesso che gli procura un grande e intimo dolore.
  • Anima e Nome: probabilmente la canzone più incisiva dell’album racconta, con la tecnica del flusso di coscienza, l’intera vita di Axos, dalla strada che gli fu casa per due anni della sua vita all’agiatezza che al giorno d’oggi la vita da artista gli concede. La netta distinzione tra questi momenti è evidenziata dalla scrittura e dal tono dell’artista, che nella prima strofa risulta volgare e aggressivo, mentre nella seconda assume un atteggiamento più pacato.

Il secondo è un tema peculiare dell’artista che in Anima Mundi trova la sua forma più completa: l’amore, che delinea, infatti, il mezzo attraverso il quale le entità individuali convergono all’interno dell’anima collettiva.  Nell’album il sentimento, estremamente complesso, si sintetizza articolandosi in più forme: analizziamolo facendo riferimento alle tracce.

  • 50milabaci: il pezzo è un elogio, un inno al gesto del bacio, presentato in tutte le sue variabili. Si fa riferimento a celebri baci nel mondo del cinema (dal “Notorious” di Hitchcock, fino a “Ghost” e “Spiderman”, passando per “Fight Club”), della letteratura (con Romeo e Giulietta) e dell’arte (“dipingo i baci del Louvre”). Ma il bacio più bello giunge alla fine del brano, con il riferimento a un padre che bacia la pancia della madre incinta: “Quelli sulla pancia più belli che in bocca, che è come darli a due alla volta, sì, due anime ed un’ombra”.
  • Tu (A mia figlia): Senza alcun dubbio la traccia più emotivamente coinvolgente dell’intero album, è una lettera scritta da Axos alla figlia in cui il poeta anticipa le “prime volte”, lasciando come sfondo un messaggio estremamente chiaro: “il tuo dolore lo conosci solo tu […] chi potrà farti del male decidi tu, io ti insegnerò a pensare”.
  • Danika: A mio parere la canzone più bella dell’album, il titolo fa riferimento all’attrice pornografica amatoriale Danika Mori, che si discosta dallo stereotipo della pornoattrice in quanto i suoi video hanno come protagonisti solamente lei e il fidanzato Steve. Il personaggio di Danika è in questo modo elevato a paradigma di un amore estremamente passionale ma che non sfocia nella lussuria, rimanendo legato a un vero e profondo sentimento.
  • Emily: La canzone tratta un amore vissuto dall’artista con estremo coinvolgimento, questo lo ha portato a conoscere la partner in ogni minimo dettaglio e ad avere accesso ai suoi demoni più profondi, scoprendo cosa significhi amare davvero. La fine di questa relazione segnerà oltremodo Axos, il quale, in occasione dell’uscita del brano, affermerà:

    “Amore e fine si contrastano. È un duello incessante che mi ha insegnato che dietro ad ogni viso c’è un inferno e che dentro ad ogni inferno c’è qualcuno che ha bisogno di amore e qualcuno che ha bisogno di amare per uscirne. Emily la dedico a una persona che mi ha visto sfigurarmi. A una persona che ho sfigurato. Alla purezza di una fine sensata.”

Spero, a questo punto, di avervi trasmesso abbastanza curiosità perché concediate almeno un ascolto a questo album, ma, se così non fosse, voglio fornirvi tre ulteriori ragioni per cui “Anima mundi” merita di essere nella vostra playlist: la prima è la potenza evocativa della scrittura di Axos, che attraverso metafore e similitudini insolite riesce a rendere alla perfezione tutto ciò che presenta, dando spesso un senso poetico agli oggetti di uso comune, in un atteggiamento quasi barocco; la seconda è la poliedricità dei generi a cui fa riferimento l’album, infatti si passa repentinamente dal Rap, al Lo-Fi fino ad arrivare al Pop e al Rock, creando una rete di canzoni adatte a tutti i tipi di pubblico; ultima, ma non meno importante, è l’interpretazione che Axos  ci offre dei suoi testi, l’artista, infatti, grazie alla sua voce calda e profonda tocca tutte le corde dello spettatore, alternando toni pacati e dolci, struggenti e passionali, aggressivi e macabri, come se fosse un attore sul palcoscenico che deve coinvolgere il pubblico nella sua poesia.

Detto ciò, credo che le motivazioni bastino e, infine, mi permetto di darvi un consiglio per l’ascolto: prendete quaranta minuti per voi stessi e distendetevi nel vostro letto, mettete gli auricolari con il volume al massimo, chiudete gli occhi e lasciatevi avvolgere dalla poesia.